Obiezione al giudice istruttore del processo contro i formalisti

In risposta a Crimini formalisti #7

Il crimine più vero:

I-Gomez

Perveniamo così, come fanciulli al primo bagno d’estate, alla verità. Questa nel suo abito pudorato[8] aveva infinocchiato e irretito il più abile citazionista degli epigoni, quell’ALTF cui la metaedizione ascrive la Biografia. È proprio dell’esercizio di attribuzione considerare l’errore e non la sua fonte – “le lacrime di Achille” – gli è proprio anche il sentirsi spacciato di fronte all’insondabile precipizio dell’origine, poiché all’origine non vi è un segno, all’origine piuttosto pare esserci il suono che Gomez sincretizzò in KFFK. Riassumiamo tuttavia per gradi e proviamo in qualche misura a comprenderci:
a) l’Epigonato, espropriato il dominio del segno, aveva colmato il vuoto con “il senso delle cose”;
b) questo processo di riempimento ne comportò un secondo di svuotamento;
c) l’Epigonato fece ciò che gli riusciva meglio: prese “il senso delle cose” e lo riversò nel vuoto che s’era venuto a ricreare;
d) l’Epigonato, presa coscienza della ripetitività del processo, formulò per il tramite del suo vassallo Hegel l’aforisma scolastico: “la spirale ha due funzioni: una prima anticoncezionale; una seconda assertiva, che chiameremo pluralisticamente la Storia”; d.1) tuttavia l’epigono ALTF, che in pubblico rinnegava il vassallo germanico e in privato ne venerava le vene varicose e il prepuzio cigliato, riformulò nel furore citazionista l’aforisma, espungendo quel “pluralisticamente” per cacofonia e l’elemento biologico per discrasia, e così disse che Hegel aveva scritto: “la spirale ha una funzione assertiva che chiameremo la Storia”; d.2) non contento ALTF riapplicò su se stesso la formula risincronizzata – era il 17 dicembre 93 d. K. – e d’improvviso scomparve;
e) restò soltanto il segno.
E quindi la verità, così come appare nella penultima versione della Biografia, l’unica che Gomez avrebbe potuto vergare: “Sogno di essere Gomez. La prima mappatura del mio sogno va da Ecateo il Milesio e giù, molto più giù, fino all’attribuzione delle lacrime di Achille al nome di Omero – niente per niente”.

(Commando Interpolazioni, Apparato di sabotaggio: la versione Gomez)

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