Il dubbio, il turbamento – le delizie del pensiero – mi hanno spinto a manipolare il breve saggio che segue, per tornare là sotto, nel nido di un movimento il cui effetto (il suo finale: la sua verità) mi sfugge.
Ci sono cambi sostanziali rispetto alla versione precedente, e modifiche invece microscopiche: delle ultime saprà godere soltanto “il lettore ammirevole” (Nabokov), un lettore che, in definitiva, non esiste più: anche lui, ormai, è letteratura.