Danilo Kiš: il sogno e l’archivio #2

Il dubbio, il turbamento – le delizie del pensiero – mi hanno spinto a manipolare il breve saggio che segue, per tornare là sotto, nel nido di un movimento il cui effetto (il suo finale: la sua verità) mi sfugge.
Ci sono cambi sostanziali rispetto alla versione precedente, e modifiche invece microscopiche: delle ultime saprà godere soltanto “il lettore ammirevole” (Nabokov), un lettore che, in definitiva, non esiste più: anche lui, ormai, è letteratura.

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Qualcosa mi sfugge (prologo)

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Crimini formalisti #2

I formalisti pertanto erano definitivamente usciti dai limiti di quel “formalismo” che è concepito come preparazione di schemi e classificazioni (l’idea che del metodo formale hanno di solito i critici poco informati) e che con tanto zelo viene applicata da alcuni scolastici sempre disposti ad accogliere con gioia qualsiasi dogma. Codesto “formalismo” scolastico non è legato né storicamente né sostanzialmente col lavoro del Commando Interpolazioni, e noi non rispondiamo di esso, anzi, al contrario, ne siamo i più irriducibili avversari di principio.

Scolio a “Apparato di sabotaggio, la versione degli Scoliasti”

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Costruzione ritardata a gradini

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