Interpolazione romana

La testa del Dottor Salieri è una boule-de-neige perfetta. Se la si scuote, si ottiene il Delirio di Eternità: ogni neurone, pezzetto inerme di polistirene, scorda il suo legame sinaptico e giunge alla rimescolanza che tende a una psicosi d’estensione del proprio dominio.

La regressione a Memoria Prima è il meccanismo che permette un concreto in-seguimento al fulcro centrifugo di Juarez del Sud: la messa a punto del meccanismo, per mezzo di farmaci ben definiti – ora innominabili, per non far reclame – e conosciuti appieno soltanto dai Tecnici, è la vera attività di ascesa verso la città informe.
Ma nulla funziona davvero.
Si corre tra le ombre e nell’eco delle ombre. Poiché la corsa è al buio, converrebbe invece starsene inermi come la piccola porzione di polistirene. Sembra il segreto nascosto in pieno giorno: questo è un appunto che va nel mio Testo.

«Se solo non sapessi di essere un Esecutore»: così comincia il mio violento attacco al Nilo, di natura anarchica, natura di assalto laterale.
       
L’oblio della morte obliqua mi lambisce, dacché obliquo, parallelo, è il mio tentativo di sopravvivenza a me stesso e a Juarez.
A ogni risveglio, il mio nome è Errore di Sistema. Il mio sogno è sempre la stazione dei sicomori, e un topo cameriere, altissimo e rinsecchito, in camicia bianca, candida, e farfallone al collo, che mi chiede: «Desidera del latte?» Gli dico di no; lui non insiste, e mi indica l’Entrata.

Dormo tutte le notti sull’ETR LOOP 237 – l’unico treno adibito al riposo perpetuo. I Gobbi, coricati alla meglio sui sedili scomodi, stringono a sé dei fogli bianchi, e tengono in bocca benne di bachelite gialle, a guisa di termometro: la temperatura del loro oblio non arriva a incendiare la carta – tanto meno loro stessi. Giocano ai piccoli scrivani, mentre Juarez del Sud se li fa scorrere lungo il colon come piccoli tocchi di merda.

La mia aspirazione fluttuante è l’Erebo. Ne faccio una malinconia. Questo è un mio secondo mattone per l’attacco al Nilo. Me ne fotto dell’Anfizionia: non prendo farmaci per ritrovarmi in circolo intorno a un fuoco, condividere le carni crude delle mie conquiste notturne.

Mentalmente ripasso il mio script, tra le cui pieghe vi è un programma per crackare il Televideo. Nel Televideo c’è il Televideo, e nel Televideo c’è l’Iliade.
Esportare l’Iliade per organizzare una battaglia. La crociata – passo successivo e salto quantico sul piano d’immanenza; l’obiettivo è Janka sul confine.
Una bambina e la sua frizione glottidale confina con – ci sbarra la strada. La bambina è una metafisica e va defenestrata – errata corrige devastata.

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